venerdì, 11 maggio 2007, ore 16:27



A sinistra crudi...a destra cotti! Un grande classico della cucina sarda, con ripieno diverso a seconda della zona: si va da patate, aglio ,menta e pecorino dell'ogliastra a patate cipolla della barbagia (credo). Io adoro la versione ogliastrina ed in particolare quella di Tortolì, che prevede in aggiunta ai normali ingredienti , una bella dose di pecorino stagionatissimo tipo Gavoi. Ma veniamo alla ricetta e soprattutto, io lo so che siete curiosissimi, alla chiusura che è la particolarità di questa pasta ripiena.

Ingredienti
Per il ripieno:
1 kg di patate rosse
mezzo bicchiere d'olio e.v. di oliva
2 spicchi d'aglio
5 foglie di menta
100 gr di viscidu, pecorino fresco in salamoia. Può essere saotituito con un pecorino fresco purchè molto salato.
100 gr di pecorino molto stagionato (di Gavoi è l'ideale!)
Per la pasta
300 gr di semola (o semolato) rimacinato di grano duro
100 gr di acqua
1 cucchiaino di sale

Lavare, lessare il chilo di patate e appena cotte estrarle dall'acqua una alla volta, pelarle e schiacciarle subito con una forchetta raccogliendo la purea in una terrina. Condire la purea con l'olio tiepido gli spicchi d'aglio tritati finemente (meglio se spremuti) le foglie di menta fresca tagliuzzate,e il formaggio. La tradizione vuole che il ripieno non sia salato dal sale ma dal formaggio, per cui se all'assaggio risultasse insipido, aggiungere altro formaggio. Si impasta il tutto velocemente e si tiene da parte.

Intanto si prepara la pasta per l'involucro impastando la semola con  l'acqua e il sale. Si lavora l'impasto energicamente, ma non molto a lungo e appena avrà raggiunto una certa elasticità si stira in sfoglie sottili da cui si ricaveranno dei dischetti di sei centimetri di diametro. Su ogni disco si posa una quantità di ripieno grande quanto una noce, si ricopre con l'altra metà del disco, si saldano le due semicirconferenzesovrapposte pizzicandole con il pollice e l'indice.




Poi si comincia quella che si chiama in gergo "cucitura":
ovvero si pizzica da una parte e dall'altra il bordo di pasta. Anche se il ripieno fuoriesce non vi preoccupate: se ne mette sempre una quantità superiore a quella che la pasta effettivamente può contenere.Si cuociono per pochi minuti, sei o sette, in abbondante acqua bollente salata e si estraggono quando l'acqua ha ripreso a bollire.  Si condiscono  con sugo di pomodoro leggero e con abbondante pecorino.

Se siete coraggiosi...sono abbastanza impegnativi!

elayyysa
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categoria : tradizioni
martedì, 08 maggio 2007, ore 13:31



Carini vero?Ho scoperto da poco che fanno parte della tradizione sarda ma in realtà possono anche essere considerati dei muffins. Il nome si riferisce naturalmente al cappellino rosso come quello dei cardinali e dovuto all'alchermes. Le candeline invece erano per il mio compleanno visto che mi sono scocciata delle solite torte, mi sono fatta ben 33 cardinali su cui ho per l'appunto messo 33 candeline! Per una volta qualcosa di originale. La ricetta è la seguente:

Per una teglia da 12:

250 gr farina
3 uova
125 gr zucchero
50 ml di latte
50 ml di olio di semi
1 limone grattugiato
mezza bustina di lievito

crema pasticcera (vi devo dire come si fa?? naaaa)
alchermes


Come per tutti i muffin procedere con l'impastare gli ingredienti liquidi e poi aggiungere quelli solidi, avendo l'accortezza di setacciare il lievito nel composto solo all'ultimo. Preriscaldare il forno a 160 °  e inserire in ogni buco della teglia da muffin un pirottino di carta se no non li toglierete mai! Lasciare cuocere per 20-25 minuti.
Appena si sono raffreddtai un po' tagliare con un coltello appuntito la calotta, bagnare l'interno con alchermes leggermente diluito con acqua, riempire con crema pasticcera, e poi ricoprire con il cappello bagnato di alchermes e capovolto.


Sono facili e fanno un sacco di scena!
elayyysa
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categoria : muffin
venerdì, 04 maggio 2007, ore 16:04
Con questo post inauguro ufficialmente la sezione "Ristoranti a Cagliari", si perchè ogni volta girando per i vari blog, trovo sempre recensioni di ristoranti "nel continente" dove non mi capiterà mai di andare vista la penuria costante di pecunia. Cosi ho deciso di recensire locali di Cagliari cosi almeno le 4/5 persone che mi leggono sanno cosa aspettarsi!

Il primo della lista è il "NEXT DOOR" in Viale Regina Margherita, 14 a Cagliari, ristorante del cuoco Luigi Pomata apparso svariate volte alla prova del cuoco. Il locale è molto carino, moderno, arredato in maniera essenziale , presenta all'ingresso una specie di sushi bar al di là del quale lavorano (o forse è meglio dire lavoravano?) una coppia di giapponesi molto rassicuranti, nel senso che occupandosi loro della preparazione del sushi , la qualità è più e meno assicurata.

Ci sono andata qualche tempo fa, allora presi il sushi come antipasto e poi un secondo scelto invece dalla lista dei piatti del giorno. Il sushi in quell'occasione era stato davvero squisito (merito dei due giapponesi?) , ma il secondo già mi lasciò abbastanza indifferente : si trattava di un altisonante tonno in crosta di pistacchi  con belga caramellata poi rivelatosi un banalissimo filetto di tonno con una spolverata di granella di pistacchi senza alcun sapore (altro che crosta!) accompagnato da 2 foglie di belga effettivamente caramellata.

Buono invece il tortino al cioccolato dal cuore morbido che ormai dilaga (lo fanno tutti) accompagnato da lamelle di mandorle tostate e una pallina di gelato alla panna.

Ebbene tutto questo per dirvi che come vuole la grande tradizione cagliaritana, la seconda volta ho avuto una cocente delusione anche perchè memore dell'ottimo sushi, ci sono riandata in occasione del mio compleanno con l'idea di prendere solo quello anche perchè altri ristoranti  dove fanno sushi a cagliari non ce n'è. La delusione inizia subito all'ingresso quando noto che dietro al sushi bar al posto dei piccoli giapponesi, troneggia un ragazzone di indubbia provenienza nostrana...mah...ho pensato, magari gli hanno insegnato l'arte...

Ci sediamo in un tavolo e immediatamente ci portano il menù: non ho dubbi, ordino subito un sushi che prevedeva 3 rolls e 3 nigiri, mentre il Martirio ordina una più regionale Fregola con i frutti di mare. Il servizio non c'è che dire è velocissimo, anche perchè essendo sabato sera i camerieri tendono a pressare (cosa che io non sopporto assolutamente) perchè possano subito riciclare il tavolo per altri coperti (cioè altro guadagno). Arriva quindi il tanto sospirato sushi e subito vedo che nigiri non ce ne sono, ma ci sono solo rolls e vabbè mi dico, mi abbufferò di rolls! Ma da una più attenta analisi del piatto mi rendo conto che i rolls che contengono effetivamente pesce crudo , come vuole la sacrosanta tradizione giapponese, sono due o tre, mentre gli altri contengono cose veramente abbominevoli, come ad esempio, tonno e maionese (orrore!!!) , baccalà (straorrore!!!) , musciame di tonno (orrorissimo!!!). Alla mia domanda "cos'è questo" riferendomi al musciame di tonno ( che per me poteva tranquillamente essere una scatoletta, aveva lo stesso aspetto), il cameriere mi dice con grande enfasi "ma è musciame di tonno!!" come se i giapponesi da secoli infilassero il musciame di tonno, per altro cotto, nel sushi!

 La fregola del Martirio era buona ma molto poca, la fonduta di ciccolato con ragout di frutta  che ho preso per dolce consisteva in una ciotola di cioccolato fuso con dentro un mirtillo e un lampone galleggiante , niente di più lontano dall'idea di fonduta di cioccolato che avevo io : fornelletto con candela sotto che scalda il cioccolato e frutta a pezzi da intingere golosamente ....
In definitiva una grandissima delusione costataci 25 euro a testa (abbiamo preso 2 bicchieri di vino e non la bottiglia intera, tanto alla fine non la beviamo) con l'aggravante dei camerieri ronzanti!





elayyysa
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categoria : ristoranti a cagliari
giovedì, 03 maggio 2007, ore 14:48



Eh si! E' proprio intramontabile! L'unica, la sola, la mitica TORTA DI MELE!!
Ormai per me questa torta non ha più segreti! Da quando ho finalmente capito come NON far affondare le mele ihihihihi!!! E siccome sono troppo magnanima vi condivido il mio segreto...:


Torta di mele:

(teglia da 24)

220 gr di farina
150 gr di zucchero (qui si va a gusto, a me non piacciono le cose troppo dolci)
3 uova
100 ml di acqua (si proprio lei H2O quella del rubinetto)
80 ml di olio di semi (io uso quello di arachidi)
buccia grattuggiata di 1 limone
1 bustina di lievito
2 mele medie


E adesso vi espongo la mia "riflessione sopra l'analisi comparata delle torte di mele" che, ne sono convinta, sarete felicissimi di leggere.
Ci sono 3 punti fondamentali perchè una torta di mele venga fuori con tutti i sacrosantissimi crismi:

  1. L'impasto non deve essere troppo liquido, se no le mele affondano
  2. le mele non vanno bagnate col succo di limone. Secondo me il succo di limone non fa lievitare!
  3. non bisogna impastare a palla!Detto in maniera cristiana:non bisogna favorire lo sviluppo del glutine (impastando) se no vi verrà una cosa dura e immangiabile.
Detto questo, veniamo al procedimento:
mescolare insieme le uova con lo zucchero e amalgamare senza montare eccessivamente.
Aggiungere  la farina in 2 volte amalgamando insieme all'acqua e all'olio. Mescolare lo stretto necessario per togliere qualche grumo ma senza strafare.
Imburrare e infarinare la teglia (oppure rivestirla con carta forno) e accendere il forno a 160 ° (dev cuocere lentamente!). Setacciare il lievito e incorporarlo all'impasto. Sbucciare le mele e disporle a spicchi in due cerchi concentrici : le tagliate e le poggiate!! Se volete potete spargere lo zucchero semolato sulle mele. Infornare per almeno 3/4 d'ora.
Se seguite pedissequamente le mie istruzioni non potrete sbagliare!!!


elayyysa
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categoria : cose semplici
giovedì, 03 maggio 2007, ore 13:57
Ciao a tutti!!
cavolo, l'avete proprio sentita la mia mancanza! Purtroppo , causa ristrutturazone casa in atto, ho dovuto temporaneamente abbandonare sia il blog che la cucina (sigh!), oddio qualcosa continuo a farlo ma purtroppo non ho mai la macchina fotografica sotto mano :-((
Oltretutto ho il mio santo kenwood imboscato chissà dove nell'armadio, tutte le mie teglie sono disperse nella stanza degli orrori (l'unica stanza che è rimasta fuori dalla ristrutturazione!) , insomma un vero disastro!

In compenso però la settimana scorsa è stato il mio compleanno e  mi sono data anima e corpo ai dolci sardi! Ho fatto per la prima volta i mitici cardinali (seguirà presto foto e ricetta ;-)) e poi tutta la solita serie di ciambelline, gueffus,anicini e peschine

Dai per il momento accontentatevi...la pazienza è la virtù dei cuochi!
elayyysa
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categoria :
giovedì, 25 gennaio 2007, ore 15:37


Belli vero?? Sono le tortine di TT di Kucinare...non so che dire sono troppo buone! Domenica sono stata presa da raptus di dolci che si è presto tradotto in raptus di cioccolato! Rispetto alla sua ricetta  però io ho apportato qualche modifica per via dell'intolleranza al lattosio, per cui niente burro ma olio  niente panna ma solo cioccolato fuso per la copertura..sono piaciuti anche al martirio il che è tutto dire!

Per 12 tortine

150 g farina autolievitante
120 g zucchero
2 uova grandi
120 g burro (io ho messo 80 gr di olio)
100 g cioccolato fondente
300 g marmellata di ciliegie
sale

glassa
100 g panna (io non l'ho messa)
100 g cioccolato fondente

12 ciliegie candite



Preriscaldare il forno a 180 °C.

Sciogliere il burro e il cioccolato a bagnomaria o in microonde.Aggiungere la marmellata e mescolare con una frusta per amalgamare bene.Sempre mescolando, aggiungere lo zucchero, il sale e le uova.Quando e' tutto omogeneo, incorporare la farina setacciata.Riempire per 3/4 gli stampini da muffin ben imburrati e infarinati (o ancora meglio, con dentro gli appositi pirottini di carta). Cuocere in forno per 25 minuti (fare la prova stecchino).Sfornare e lasciare raffreddare negli stampini per una decina di minuti prima di sformare. Sciogliere il cioccolato e glassare le tortine e  guarnire ciascuna con una ciliegia candita.


Da fare nei momenti tristi, vi risollevano che è una bellezza!:-)
elayyysa
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categoria : muffin
venerdì, 19 gennaio 2007, ore 16:02

Eh si, stagione di carciofi qui! Questo è un grande classico di quando ne ho già in frigo cotti..schiavizzo il marito a pulirli, dopo di che li cuocio e poi li conservo, parte i frigo e parte in freezer in attesa di essere utilizzati. Con questi 10 ci ho fatto i tortini di scarola, una bella frittata (che vi ho risparmiato) e questo bellissimo (e facilissimo) risotto:

 


per 2 persone

 

5 pugni di riso carnaroli

carciofi tagliati e rosolati con aglio e prezzemolo

brodo vegetale (in genere lo faccio sempre con le verdure fresche ma questa volta mi sono lasciata corrompere da un brodo vegetale di erboristeria senza glutammato)

olio,sale,pepe, prezzemolo fresco

1 dl di vino bianco

tostare il riso in olio extravergine di oliva (non me ne vogliate ma il burro io non lo posso usare anche se sarebbe decisamente la morte sua!), aggiungere il vino e lasciare sfumare. Aggiungere i carciofi e poi allungare con il brodo fino a portarlo a cottura. Spolverizzare con prezzemolo e se gradito parmigiano grattuggiato.


 Divago un attimo per una piccola nota scarpifera: vittima come sono dei saldi (non riesco ad uscirne!) sono entrata in un negozio di quelli che si danno tante arie schiccose e ho provato un paio di scarpe di Alberta Ferretti .... mi sono dovuta fare una violenza mamma mia!! Ovviamente era rimasto guardacaso solo il mio numero, scontate del 50% da 230 a 115. c'era scritto elaysa soprama io ...ho eroicamente resistito! Che stia finalmente uscendo dal tunnel?:-)

 

 

 

elayyysa
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categoria :
giovedì, 18 gennaio 2007, ore 11:17

Questa l'avevo fatta qualche tempo fa, prendendo la ricetta dal forum di gennarino (il grande Eucalipto!!) .Fa anche lei parte delle bakewell tarte perchè il procedimento è sempre quello. Se mettete tutto il burro della ricetta viene molto burrosa, ma potete tranquillamente dimezzare se volete qualcosa di più leggero. Il risultato è comunque un sapore molto fine e delicato, la pera smorza piacevolmente il burro del ripieno e della frolla e la mandorla ne esalta l'aroma. Più indicata per un tè piuttosto che per un fine pasto (rimane abbastanza pesantuccia). In famiglia ha riscosso un notevole successo! Ah, se volete potete aggiungere 2 cucchiai di cacao in polvere nella farcia e farla diventare al cioccolato...buona anche cosi, ma si apprezzano di più i sapori con la versione bianca.


Una pasta frolla per foderare una tortiera da 28 cm

Per il ripieno:

4 pere williams

100 g di zucchero al velo

100 g di zucchero semolato

1 stecca di vaniglia

80 g di burro

200 g di mandorle in polvere

1 uovo + un albume

1 cucchiaio di maizena

2 cucchiai di rhum.



Preparazione: Sbucciare le pere e tagliarle a metà, togliere senza romperle la parte centrale con i semi. Fare bollire mezzo litro di acqua con 100 g di zucchero semolato e la stecca di vaniglia, a bollore avvenuto, aggiungere le mezze pere e continuare a bollire lentamente per 5 minuti, in seguito farle sgocciolare e raffreddare su di un ripiano. 
Nel frattempo preparare la pastafrolla e foderare la tortiera. 
Preparare ora la farcia mescolando bene lo zucchero a velo con il burro, aggiungere la farina di mandorle continuando a lavorare fino ad amalgamare completamente, aggiungere l'albume e l'uovo intero infine il cucchiaio di maizena e per ultimo il rhum.
Versare nella tortiera foderata di pastafrolla la crema e livellare. 
Tagliare le mezze pere a lamelle trasversalmente, ricomporle nella loro forma e disporle a raggiera sulla crema con la parte appuntita verso l’interno. 
Infornare a 200°C per circa un’ora (rimane umida all'interno). Quando la torta è fredda, spolverizzarla con zucchero a velo. Con l'acqua di cottura ristretta fare uno sciroppo denso e spennellarlo sopra le pere.



elayyysa
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categoria : crostate
martedì, 16 gennaio 2007, ore 10:22

Vabbè dal titolo sembra anche una cosa strafiga! In realtà è un mostro che ho fatto per nutrirmi in ufficio (devo aprire la categoria "pranzo in ufficio" ormai sono troppo esperta!) :


2 carciofi

1 uovo

pane grattuggiato

scarola

parmigiano grattuggiato

pepe, noce moscata, sale

Pulire i due carciofi e tagliarli a fettine sottili , poi rosolarli con un po' d'olio aglio e prezzemolo. Sbollentare qualche minuto la scarola e scolarla. Una volta freddi, mescolare i carciofi con parte della scarola a pezzetti, l'uovo il parmigiano e il pane grattuggiato e le spezie. Rivestire degli stampini con le foglie di scarola, riempire con il composto preparato e infornare per 20 minuti (oppure 4 al microonde come ho fatto io!).


Mi ha stupito la scarola, i miei parenti siculi la usano praticamente solo per farci la minestra, ma in realtà  è molto buona anche solo sbollentata e condita con un filo d'olio...poi si presta bene a tutte ste cosettine qui , insomma da mettere sempre nella lista della spesa!

elayyysa
lunedì, 15 gennaio 2007, ore 12:02

Dai lo so che sono ripetitiva, però i miei tentativi di ottenere la Marmellata di Arance Perfetta continuano, e che faccio li tengo tutti per me??? Io lo so che siete ansiosissimi di condividere con me successi e insuccessi e quindi vi stresso ancora un po' con queste benedettissime arance! Stavolta ho preceduto cosi:


1 kg di arance

1/2 litro di acqua

800 gr di zucchero

1 limone

Ho spremuto il succo delle arance.  Le bucce anzichè sottili le ho lasciate grosse e le ho fatte bollire per 3 volte in modo da togliere completamente l'amaro. Poi al succo di arance ho aggiunto l'acqua e ho fatto bollire il tutt per 1 ora. Poi ho aggiunto lo zucchero e ho lasciato cuocere per un'altra ora abbondante.


 

La marmellata è venuta molto meno amara dell'altra volta però per raggiungere un monimo di consistenza marmellatosa ho dovuto cuocere veramente tanto, infatti dal chilo di arance iniziale ne sono venuti solo 4 barattolini  . Credo infatti che dovrò aggiungere per forza qualche cucchiaino di agar-agar e cuocerla un po' di meno, perchè il sapore è troppo caramelloso.

Suggerimenti?Domande?Perplessità?

 

elayyysa
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categoria : marmellate
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